MALATTIE INFETTIVE DEL GATTO

Il gatto può contrarre un vasto gruppo di malattie peculiari della specie, ovvero non trasmissibili ne’ all’uomo ne’ ad altri animali. Gli agenti infettivi di alcune di queste malattie vengono inseriti nei più comuni piani di profilassi vaccinale (Rinotracheite/ Calicivirosi/ Panleucopenia/ Clamidiosi), ai quali è consigliabile sottoporre ciascun gatto a partire dai due mesi di età. Altre invece meritano una breve trattazione a parte.


FIV o Virus dell’Immunodeficienza felina
Causa nel gatto una sindrome da immunodeficienza acquisita, i cui sintomi si presentano tipicamente dopo un lungo periodo di latenza clinica. Al termine di tale periodo “silente” può svilupparsi la fase conclamata della patologia virale, caratterizzata da infezioni opportunistiche, malattie sistemiche di vario genere (stomatite/ gengivite/ faucite/ anemia/ leucopenia/ micosi/ uveiti/ corioretiniti/ infezioni virali batteriche e da micoplasmi/ neoplasie). Per la trasmissione dell’infezione da FIV è necessario uno stretto contatto con un soggetto infetto in fase di eliminazione del virus (accoppiamento/ ferite da graffio e da morso), e in tal senso il controllo delle abitudini del gatto (vita in casa,sterilizzazione) rappresenta l’unica forma di profilassi nei confronti del virus.


Felv o Virus della Leucemia virale Felina
La via di contagio più comune per questo agente è rappresentato dal contatto con liquidi organici infetti, soprattutto la saliva, sebbene l’infezione possa trasmettersi più raramente tramite ferite da morso o trasfusioni di sangue. Il contagio può avvenire anche tramite il latte materno. In seguito al contatto col virus, il sistema immunitario del singolo gatto può reagire combattendo in modo più o meno efficace, con esiti molto diversi (incorporazione definitiva del virus nelle cellule del soggetto o estinzione totale dell’infezione). Come il Virus della Immunodeficienza Felina,anche quello della Leucemia Felina è caratterizzato, prima di scatenare la malattia conclamata, da un periodo di latenza privo o quasi di segni clinici, ma in questo caso tale periodo risulta più breve (3-5 anni). I quadri clinici riconducibili al virus Felv sono estremamente variabili, ma in circa il 70% dei soggetti sono mortali. Essi comprendono primariamente forme linfoidi maligne, sindromi anemiche, glomerulo nefriti, infezioni secondarie, sindromi neurologiche e neoplasie.
Per il Virus della leucemia Felina è disponibile in commercio un vaccino, che il Veterinario prenderà in considerazione sul singolo paziente in base alle sue abitudini di vita e al conseguente grado di rischio di contrarre l’infezione.
Una diagnosi precoce per Fiv e Felv , possibile con un test sierologico rapido a partire dai 4 mesi di vita del gattino, può, oltre a fornire informazioni più complete sulla sua salute, permettere di procrastinare nel tempo l’insorgenza dei sintomi e di trattarli prontamente una volta che si presentino.


FIP o Peritonite Infettiva Felina
E' una patologia letale sostenuta da un Coronavirus(FCoV), il cui contagio avviene per via oro-fecale favorito negli ambienti con un’elevata concentrazione di gatti, ma anche in modo indiretto attraverso materiali contaminati.
La malattia tende a presentarsi in animali giovani (sotto i 18 mesi di età) o anziani (sopra i 10 anni), può assumere due possibili forme cliniche (una umida o essudativa e una secca o granulomatosa) in entrambe delle quali possono presentarsi sintomi quali febbre insensibile a trattamenti antibiotici,dimagrimento o mancata crescita, astenia e disidratazione.
Ad oggi non si conoscono terapie sicuramente efficaci nei confronti della FIP, e spesso le terapie che si tentano a scopo palliativo non evitano comunque l’esito letale della malattia;un vaccino contro tale agente non è per il momento disponibile in Italia.


Anemia Infettiva Felina da Mycoplasma Haemofelis
I principali mezzi di trasmissione di questa malattia sono gli insetti ematofagi, ovvero pulci e zecche. L’agente causale è un batterio che infetta i globuli rossi del soggetto favorendone la distruzione e portando in questo modo ad un grado variabile di anemia. I segni clinici, variabili e aspecifici, comprendono apatia, anoressia, febbre, debolezza, pallore e ittero. Dalla ricerca del parassita in uno striscio di sangue del paziente, il Veterinario può prontamente giungere alla diagnosi ed intraprendere così la terapia mirata, a base di antibiotici.
La prevenzione verso questa malattia consiste nel controllo dei vettori, che si ottiene mediante l’utilizzo regolare di prodotti antiparassitari (spray/ collari/ pipette spot-on).